Fare il fotografo per professione significa farlo e farsi pagare. Pare antipatico da dire così, ma giuro che non interferisce minimamente con la passione, con l'impegno, con la volontà di crescere.
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martedì 25 febbraio 2014
Carnevali, tradimenti, fucili e occhiolini: le foto che non faccio.
Per chi si fosse messo in ascolto solo ora, io nella vita faccio il fotografo (zia! parlo con te).
venerdì 31 gennaio 2014
I piccoli passi per diventare un ometto grande
Il postino di Candy Candy quando consegnava le lettere alla Casa di Pony aveva una faccia cupa se portava una brutta notizia (e generalmente le portava in autunno, col vento e la pioggia) oppure scampanellava allegro e sorridente se il contenuto delle missive era una buona nuova tanto attesa (e questo avveniva in primavera, con un bel cielo sereno).
Il mio postino no, ma forse perché non è un signore anziano e panciuto coi baffoni a manubrio. O forse perché non apre le mie lettere e le legge prima di metterle in buca.
giovedì 19 dicembre 2013
Grazie
A me lavorare la sera e la notte disturba. Preferisco svegliarmi presto, anche molto presto, e allungare la giornata facendola iniziare all'alba ma lavorare di notte mi pialla completamente. Alle 22 arrivano due scimmie e si appendono alle mie palpebre. E hai voglia a sgridarle e a mandarle via, ma che vuoi, son scimmie, non capiscono...
lunedì 17 giugno 2013
Ciao, ti presento Alice
L'altra settimana mi è arrivata una mail, molto scherzosa, che recitava più o meno così "seguo la tua pagina di facebook e mi son chiesta: ma perchè ultimamente metti solo foto di Alice?". La risposta è semplice, sono in stra-ridardo con alcune consegne e ho delle foto di Alice che risalgono ad agosto 2012 ma che sono in coda a taaaaanti altri lavori, per cui le preparo nei ritagli di tempo.venerdì 24 maggio 2013
Il valore (numerico) di una foto
Oggi stavo mettendo a posto della robetta risalente all'anno scorso: appunti, contratti e cose che nella gestione ideale del mio lavoro dovrebbero essere affidate a gnometti laboriosi che si preoccupano di sistemare tutto mentre io rumino davanti al Mac.
L'anno scorso ho avuto Andrea, uno gnometto laborioso che ha fatto tutto questo per me, che per la privacy chiamerò "lo stagista". L'unica cosa che non mi manca dello stagista è la sua scelta delle canzoni da ascoltare mentre si lavorava: una tamarritudine ingiustificabile anche per i suoi 16 anni.
L'anno scorso ho avuto Andrea, uno gnometto laborioso che ha fatto tutto questo per me, che per la privacy chiamerò "lo stagista". L'unica cosa che non mi manca dello stagista è la sua scelta delle canzoni da ascoltare mentre si lavorava: una tamarritudine ingiustificabile anche per i suoi 16 anni.
sabato 27 aprile 2013
Rando - l'app deliberatamente "anti social"

Come per molte cose belle, ci son capitato per caso.
Poteva essere l'ennesima app di ritocco, viraggio e condivisione di foto. E invece no, Rando è davvero un'app anti sociale e unica nel suo genere.
Il principio è semplice: scatto una foto in formato rotondo (embè? gli sviluppatori han voluto farlo rotondo, se non ti piace rotondo prenditela col signor Rando) e senza alcuna possibilità di elaborazione la si manda rando(m) ad un'altro utente con la stessa app.
venerdì 5 aprile 2013
Storiella (breve ed incompleta) di una passione
Non ho iniziato a fotografare sin da bambino.
Nelle gite scolastiche ero quello in fondo al bus che si fotografava le chiappe con le macchine fotografiche delle amiche e ridacchiava come un cretino coi suoi amichetti.
Ho cambiato alcune macchine fotografiche nell'adolescenza con lo stesso trasporto con cui si cambiano tante cose che sai bene che sono transitorie.
Quando ho preso in mano la Olympus OM-1 di mio papà non avrei mai immaginato che 20 anni dopo l'avrei portata a casa mia con emozione.
Nelle gite scolastiche ero quello in fondo al bus che si fotografava le chiappe con le macchine fotografiche delle amiche e ridacchiava come un cretino coi suoi amichetti.
Ho cambiato alcune macchine fotografiche nell'adolescenza con lo stesso trasporto con cui si cambiano tante cose che sai bene che sono transitorie.
Quando ho preso in mano la Olympus OM-1 di mio papà non avrei mai immaginato che 20 anni dopo l'avrei portata a casa mia con emozione.
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