
Come per molte cose belle, ci son capitato per caso.
Poteva essere l'ennesima app di ritocco, viraggio e condivisione di foto. E invece no, Rando è davvero un'app anti sociale e unica nel suo genere.
Il principio è semplice: scatto una foto in formato rotondo (embè? gli sviluppatori han voluto farlo rotondo, se non ti piace rotondo prenditela col signor Rando) e senza alcuna possibilità di elaborazione la si manda rando(m) ad un'altro utente con la stessa app.
Stop. Niente di più. E quando dico niente intendo niente like, niente followers, niente "guardatemi come son figo/a in questa foto e grazie a mille hashtag coi nomi più improbabili vi obbligo a farmi salire altissimo nel ranking del nienteassoluto con tutti i vostri mi piace". Niente.
Ogni volta che mandi una foto ricevi una notifica in cui ti viene detto dove è stata recapitata, ma non a chi. Poco dopo ricevi una foto, non dallo stesso utente ma da un altro in giro per il globo.
Devo ripeterlo: niente di più. Questa app uccide i/le poser (quelli che vi intasano instagram con le loro faccine ammiccanti dopo che si son fatti la barba, mentre mangiano il gelato e quando indossano il nuovo cappellino rosa questuando mi piace con frasette tipo "chissà come sto?!" o con frasi in inglese che si sa, fa più figo), uccide il compiacimento, uccide la voglia di essere più social degli altri e uccide il narcisismo di chi pensa che quello che condivide sia una cosa che vale la pena leggere o vedere.
Con questa app ricevi un regalo quando mandi un regalo. Ben inteso, ho ricevuto un sacco di "cosa vedo dalla mia finestra" (tra l'altro, se ti interessa, oggi a Kiev il tempo è pessimo), un paio di gatti, una confezione di fazzolettini Tempo e poi, una su un tot, ti arriva una foto che ti lascia così, che ti fa quasi credere che quella foto Rando(m) fosse proprio per te, che chi l'ha scattata ami la fotografia quanto te e conosce il bello che c'è nel regalare immagini.
Forse, e dico forse, Rando è un'app fatta per coloro cui piace fotografare, o meglio, per coloro cui piacciono le fotografie e non l'uso delle foto per parlare di sé. E per me non è mica poco.
Da parte mia è una sfida: fare col cellulare una foto da regalare a uno sconosciuto o una sconosciuta da qualche parte nel mondo. Sarò pazzo ma vorrei mandare sempre un capolavoro, sempre il meglio, sempre una foto che ti fa pensare che da qualche parte nel mondo c'è qualcuno che ti capisce e che ama la fotografia tanto quanto te.
3 commenti:
Ecco e adesso ho 1 nuova droga e nn so nulla di chi mi manda le foto....terribile
e adesso vado a vedere se c'è anche per Android!
C'è! <3
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